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Data: da 23/04/18 a 25/05/18

Orario

dal 23 aprile al 25 maggio
dal lunedì al venerdì (esclusi 25 aprile e 1 maggio)

orario inizio visite: lunedì, mercoledì, venerdì ore 10.30 e 11.30; martedì e giovedì 15.30 e 16.30
durata della visita un’ora circa, per un massimo di 20 visitatori

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via di San Michele, 23
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

ingresso gratuito solo su prenotazione con visite guidate

 


Prenotazioni sul sito Eventibrite
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pratiche-di-restauro-44982038488

Contatti

Telefono: +39 06 67236300
Fax: +39 06 67236409

Descrizione

L’Istituto Superiore per la conservazione ed il Restauro organizza dal 23 al 25 maggio 2018 Pratiche di Restauro, iniziativa di divulgazione dell’attività dell’Istituto con visite guidate alle opere restaurate.
L’iniziativa ha come scopo di rendere partecipi alle nostre attività più larghe fasce di pubblico e di diffondere una sempre maggiore consapevolezza dell’importanza del patrimonio culturale e della sua protezione.

Pratiche di Restauro è articolata in sei percorsi tematici (Ricerca scientifica applicata, Tecniche di pulitura, Supporti, Lacune, Rifacimenti storici, Grandi danni: natura e uomo) ognuno dei quali raccoglie opere o manufatti restaurati di recente, con caratteri di rilevanza in particolare per i problemi conservativi che hanno presentato. I visitatori saranno accompagnati dagli esperti dell’ISCR (restauratori, storici e scienziati) alla scoperta di diciannove progetti di restauro su altrettante opere che coprono un arco temporale che va dall’antichità (quali la testiera e il morso equini dal Parco Naturalistico e Archeologico di Vulci) fino ad opere del Novecento (quali il trittico di Achille Capizzano e  la Ripetizione rossa in tre sezioni di Toti Scialoja) passando per opere di Parmigianino, Domenichino, delle botteghe di Botticelli, Tiziano, Jacopo Bassano, Francesco Francia, e con una “digressione” geografica nell’arte giapponese con le maschere teatrali dei secoli XVII-XIX.

Questa modalità di divulgazione si ispira ad analoghe iniziative che il primo direttore nonché fondatore dell’Istituto, Cesare Brandi, organizzava in anni lontani per rendere fruibili al pubblico le opere di recente restaurate, prima della loro restituzione alle istituzioni di appartenenza.

Data di ultima verifica: 17/04/18 14:13