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Data: da 15/05/18 a 20/05/18

Orario

Dal 15 al 20 maggio  2018
mar-sab ore 20.30 dom ore 17.30

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via Natale Del Grande, 27
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Biglietto: € 12,00
Ridotto: € 10,00

Tessera associativa stagionale (obbligatoria) 3 €

Contatti

Telefono: 06 5898111

Descrizione

LA PAURA
dal racconto di Federico De Roberto

regia e adattamento Francesco Bonomo
con Daniel Dwerryhouse
costumi Andrea Viotti - video Alessandro Gianvenuti-Studio Lord Z - disegno luci Giuseppe Filipponio - sonorizzazione Massimiliano Bonomo - aiuto regia Giorgia Salari - consulente letterario Franco Marzocchi - si ringrazia Sartoria Nori, La Casa delle Storie, Rialto Santambrogio

Sarà in scena, per la prima volta a Roma, al Teatro Argot Studio – dal 15 al 20 maggio - LA PAURA dal racconto di Federico De Roberto, protagonista Daniel Dwerryhouse.
Regia e adattamento sono affidati a Francesco Bonomo, che indaga con grande abilità, dal punto di vista di chi è sopravvissuto alla Prima Guerra Mondiale, le lacerazioni dell’animo umano di fronte ad uno dei momenti più strazianti per ogni soldato di ogni guerra: obbedire ad un ordine sbagliato. A cento anni di distanza dall’inizio del conflitto intendiamo raccontare di come la paura di un nemico invisibile, a volte dislocato a solo pochi metri di distanza, la regressione dell’uomo provocata dai brutali turni in trincea, i lunghi periodi di inazione, il rumore assordante e incessante dell’artiglieria, l’odore della morte, le condizioni estreme della guerra d’alta montagna, il calpestare i corpi dei caduti stratificatisi all’interno dei camminamenti, divenne nella Grande Guerra dimensione quotidiana.

Gli avvenimenti di fantasia che coinvolgono il plotone di soldati al comando del tenente Alfani vengono rivissuti sulla scena dal solo Tenente che assume per lo spettatore la funzione di narratore e protagonista della vicenda. Abbiamo scelto di rappresentare questo racconto dal punto di vista di chi è sopravvissuto alla grande catastrofe: il Tenente Alfani, come tanti al ritorno dalle trincee, non è più in grado di vivere nella realtà a causa del trauma provocato dal suo vissuto al fronte ed incarna nella nostra rilettura uno dei tanti reduci che venivano chiusi nei manicomi di stato. Egli si trova in una strana dimensione in cui vive e descrive allo spettatore il suo stato d’animo e i suoi pensieri in un luogo non ben definito: uno spazio bianco, neutro, uno spazio della mente. Quando la sua narrazione diviene concreta e i suoi ricordi si impossessano del presente darà voce ai soldati del plotone, li farà vivere in una sorta di presente. I soldati dipinti da De Roberto ed evocati nello spettacolo da Alfani sono stati ampliati per dare spazio a dei momenti di vera e propria testimonianza per mezzo di lettere originali spedite dal fronte della Prima Guerra Mondiale. Il protagonista è specchio dell’eterogeneità di pensieri e di sentimenti che investono lui e i suoi uomini, da solo incarna i molteplici caratteri, dialetti, luoghi di provenienza del soldato italiano sul fronte alpino della Grande Guerra. La scelta di un personaggio unitario diviene così un’eco di quell’unità che de facto si è costruita per l’Italia in occasione della Prima Guerra Mondiale.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 08/05/18 09:52