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Data: da 01/11/19 a 02/11/19

Orario

Dal 1 Novembre al 2 Novembre 2019

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via della Mercede, 50
Zona: Rione Colonna (Pantheon-Montecitorio-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Contatti

Telefono: 06 6794753
Fax: 06 69380155

Descrizione

ELIO

Il grigio

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini

Produzione di Teatro Nazionale Genova
Rielaborazione drammaturgica e regia di GIORGIO GALLIONE Giorgio Gallione

Giorgio Gallione adatta il capolavoro di Giorgio Gaber e Sandro Luporini inserendo alcune celebri canzoni del Signor G. Una versione recital perfetta per il talento di Elio.

IL grigio è la storia di un uomo che a un certo punto della sua vita sente il bisogno di allontanarsi da tutto e da tutti, afflitto più da problemi personali che sociali. Si ritira così in una casa di campagna per essere più tranquillo e concentrarsi meglio su sé stesso e sui propri problemi. La sua desiderata solitudine viene però disturbata da un topo che gli gironzola per casa. Il topo, che sarebbe poi “Il Grigio”, rappresenta l’elemento scatenante degli incubi dell’uomo: ha la capacità di tenerlo sveglio sulla poltrona della sopravvivenza, fino a tramutarlo in un individuo pronto a tutto pur di ritrovare la propria serenità. A causa della presenza sgradita del topo, l’uomo sprofonda in una totale depressione che lo costringe a rivedere tutta la sua vita e gli fa mettere in discussione le proprie certezze. Falliti i tentativi di catturare il topo con i metodi tradizionali, comincia un lungo duello con l’invisibile nemico e in questa battaglia si trova a dovere riflettere su tutte le sue scelte affettive e morali. La lotta contro l’occulto roditore provoca nell’uomo una sorta di risveglio dall’anestesia del presente, in un crescendo drammatico dal finale imprevedibile.

IL grigio è il racconto, emblematico più che mai, di un essere che parte dal più cieco egocentrismo per arrivare, attraverso un percorso che lo porterà a divinizzare e demonizzare il topo, a una sorta di pietas laica nella quale ritroverà la capacità di accettare ciò che è diverso da lui. Perciò, il topo, in questo racconto un po’ delirante e un po’ reale, forse esiste e forse no, e la sua tanto agognata fine diventa un rito, un esorcismo per uscire dalla metafora infernale e accettare la propria parte nera, ovvero l’altro.
Ne il grigio il protagonista dichiara spudoratamente la propria pochezza, l’incapacità di amare il prossimo e sé stesso, ed è un bilancio spietato sia nell’ironia sia nell’angoscia. Il topo è chiaramente uno spettro, un simbolo e rappresenta i problemi rimossi che tornano quando si cerca di insabbiarli in una tranquillità fasulla. Il topo è anche un pretesto per portare il protagonista fuori dalla routine, perché solo un imprevisto, una situazione di emergenza, hanno il potere di aprirgli gli occhi.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 31/05/19 12:13