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Data: da 20/09/19 a 06/10/19

Orario

dal 20 settembre al 6 ottobre 2019
Ore 20.45 -  domenica ore 18.00 (escluso i lunedì)

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Largo Aqua Felix
Zona: Quartiere Pinciano (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Adiacente Piazza di Siena

Informazioni

Botteghino Viale P. Canonica: dal martedi alla domenica dalle 16.30 alle 19.00, nei giorni di spettacolo fino all’inizio dello stesso
Lunedi aperto solo nei giorni di spettacolo dalle 18.00 alle 21.00
Apertura botteghino dal 14 giugno

N.B. Al botteghino si può acquistare fino alle 19 per tutte le serate. Dopo le 19 si può acquistare solo per lo spettacolo della sera (è a discrezione dell'operatore in funzione della quantità di persone in coda, emettere biglietti per le date successive. Normalmente, in caso di grande affluenza, vengono emessi non appena smaltita la coda per la vendita serale).

Biglietti :
Palco gold: intero € 32, ridotto € 29 (settore non sempre disponibile in prevendita) 
Palco Centrale Livello 1 e 2: intero € 27, ridotto € 24 
Palco Centrale Livello 3: intero € 22, ridotto € 20 
Palco Laterale 1 Livello 1 e 2: intero € 23, ridotto € 21 
Palco Laterale 1 Livello 3: intero € 18, ridotto € 15
Palco Laterale 2 Livello 2: intero € 16, ridotto € 13 
Palco Laterale 3 Livello 1 e 2: intero € 14, ridotto € 12 (visibilità ridotta)
Parterre (posti in piedi): intero € 10, ridotto € 8 

Hanno diritto alla riduzione i minori di anni 12; i minori di anni 6 hanno diritto al ridotto cortesia pari a € 5

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Contatti

Descrizione

Giulio Cesare
Regia di Daniele Salvo

In un buio assoluto, nelle strade di una Roma rischiarata solo da fiaccole e bracieri, appaiono i personaggi del Giulio Cesare, figli della Storia e del loro inevitabile destino, creature del passato, ossessioni che visitano brevemente il nostro tempo. Gli attori interpretano le loro parti identificandosi in prima persona con i personaggi, confrontandosi con loro in modo ravvicinato, intimo, come fossero persone reali, senza “stili” o cliché teatrali precostituiti. Così i personaggi prendono vita lentamente dalla memoria del poeta.

Con l’ausilio di 30 maschere di lattice che riproducono perfettamente le fattezze umane, un gruppo di 14 attori di solida esperienza teatrale e un gruppo di 12 figuranti, rivestono i 45 diversi ruoli del “Giulio Cesare”, conducendo uno studio approfondito sull’opera shakespeariana.

I congiurati sono uomini svuotati, indecifrabili, simili a calchi in cera. Il potere ha tolto loro ogni parvenza di umanità, ha cancellato le loro passioni, le loro emozioni. Sono creature fragilissime, preda di paure e terrori notturni, vittime del destino. Giulio Cesare è creatura onnipotente, sovrannaturale, dai lineamenti trasformati, cancellati, multipli. Il potere sconvolge le menti, travolge gli animi. Nel nostro spettacolo lo stesso attore che interpreta Giulio Cesare, nella seconda parte rivestirà il ruolo di Ottaviano: tra il vecchio e il nuovo non c’è alcuna differenza. I costumi fanno riferimento alla Roma classica, senza facili modernizzazioni: non serve “attualizzare” la scrittura di Shakespeare, è attuale di per sé. Lo spettatore deve avere la libertà di ascoltare il testo di Shakespeare nella sua integrità pensando ai giorni nostri senza che la regia sottolinei troppo questo aspetto. Il disegno luci riproduce una Roma scura e tetra, attraversata da temporali furiosi, lampi di luce improvvisa, deboli fiaccole e bracieri, simbolo del profondo buio interiore in cui sono calati tutti i personaggi del Giulio Cesare.

Si tratta di un “sogno teatrale” fatto di rigore, necessità, serietà e determinazione. L’idea base che sottende a questo lavoro è quella di cercare nuove direzioni di ricerca recitativa, verso un nuovo modo di “fisicizzare” il testo poetico, sganciato dagli stili retorici e obsoleti che troppo spesso vengono insegnati nelle scuole. Si cerca un linguaggio immediato, che indaghi sulle motivazioni profonde di composizione di un verso, di una battuta, si cerca la “verità” degli stati emotivi, il rapporto di necessità fra l’attore e ciò che viene detto. La poesia e il Teatro hanno un linguaggio sintetico e come tale vengono da noi affrontati: non è possibile mentire o “far finta”, applicare formule o stili precostituiti.

Analizzando questa grande opera di William Shakespeare e il percorso di questi piccoli uomini dal destino già determinato, ritrovando le tracce delle loro vite reali nelle opere di Plutarco (da cui Shakespeare attinse a piene mani), abbiamo preso coscienza di quanto la Storia si ripeta incessantemente, di quanto la società controlli lo spirito umano, di quanto interferisca pesantemente nei meccanismi creativi ed educativi, di quanto il consenso e il dissenso siano fenomeni pilotati, di quanto la politica entri spesso in conflitto con la nostra vita quotidiana, di quanto la nostra Libertà sia qualcosa di illusorio ed effimero.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 06/06/19 14:04