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Data: 23/11/19

Orario

Sabato 23 novembre 2019 ore 17.30

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Piazzale Aldo Moro, 5
Zona: Quartiere Tiburtino (Roma est)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

BIGLIETTI ridotti:
- Speciale giovani Under 30 € 8 / Under 18 € 5
- Speciale famiglie: riduzione per 2 genitori € 10 e bambini under 14 € 5
- 4 concerti "MusicaPourParler" biglietto unico € 5 – Scuole € 3

BIGLIETTI interi:
- I settore € 25,00
- II settore € 20,00
- III settore € 15,00
Al prezzo dei biglietti sarà applicato il diritto di prevendita.

PREVENDITA:
- IUC (biglietti interi e ridotti)
Lungotevere Flaminio, 50 (lun-merc-giov-ven 10-13 /14-17 info: 06 3610051/2)
botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it
- Rivendite abituali (biglietti interi) circuiti VivaTicket, Box Office Lazio
- Orbis Servizi (biglietti interi) P.zza Esquilino, 37 - dal lun. al sab. 9.30-13 | 16-19.30
- Telefonicamente con carta di credito IUC 06 3610051-2
- Online www.concertiiuc.it - www.vivaticket.it
- su www.boxofficelazio.it anche con Bonus Cultura
- Botteghino Aula Magna della Sapienza (da un’ora prima del concerto) P.le A. Moro 5 - Città Universitaria, Palazzo del Rettorato

Contatti

Descrizione

Nicolas Altstaedt violoncello
Fazil Say
pianoforte

Debussy Sonata in re minore
Say Sonata “Four cities” *
Janácek Pohádka (Racconto)
Šostakovic Sonata in re minore op 40

* prima esecuzione romana

Il violoncellista franco-tedesco Nicolas Altstaedt e il pianista turco Fazil Say, due forti e originali personalità, due protagonisti della musica dei nostri giorni che uniscono culture ed esperienze artistiche molto diverse, si incontrano sabato 23 novembre 2019 alle 17.30.

Rinomato per il suo suono molto personale ed il suo virtuosismo, Nicolas Altstaedt è uno dei musicisti più creativi e versatili del panorama artistico attuale. Ricercato sia come violoncellista solista, sia come membro di ensemble cameristici sia come direttore, conquista sempre il pubblico con le sue straordinarie esecuzioni in un repertorio che spazia dal barocco al contemporaneo. Recentemente è stato Artist in Spotlight al Concertgebouw  di Amsterdam e Artist in Residence alla NDR Elbphilharmonie di Amburgo.
Con il suo straordinario talento, Fazil Say cattura da più di 25 anni l’attenzione di critica e pubblico. I concerti di questo artista sono molto diversi dalla solita esibizione di un grande virtuoso: sono più diretti, più aperti, più sinceri, più coinvolgenti e arrivano direttamente al cuore. Si accosta alla musica occidentale senza reprimere la sua sensibilità medio-orientale e la sua cultura turca. Dopo la formazione in Turchia, si è perfezionato in Germania e questo mix musicale si avverte chiaramente anche nelle sue composizioni, che fin dal titolo rispecchiano le antiche tradizioni e la storia della Turchia ma anche gli avvenimenti più recenti, come i tragici fatti di Gezi Park ad Istanbul, cui ha dedicato vari brani. È stato artista in residence alla Konzerthaus di Dortmund, alla Konzerthaus di Berlino, al Festival dello Schleswig Holstein, poi ancora a Parigi, Tokyo, Merano, Amburgo, Istanbul, Francoforte, Zurigo e al Festival di Rheingau.
Col loro cd per Warner Classics intitolato ‘Four Cities’ Alstaedt e Say hanno ricevuto grande consenso e si sono aggiudicati il prestigioso premio Edison Klassiek 2017.

Altstaedt e Say inizieranno con la Sonata per violoncello e pianoforte del 1915 di Claude Debussy, che nel frontespizio si firmò "musicista francese": la sua musica era sempre stata impregnata di cultura francese – la musica francese del "secolo d’oro", la pittura impressionista – ma questa volta volle sottolineare esplicitamente il suo nazionalismo in contrapposizione al nemico tedesco. I difficili momenti della prima guerra mondiale si riflettono nel carattere cupo e tragico di questa musica. Segue la prima esecuzione a Roma della Sonata "Four cities", composta nel 2012 dallo stesso Fazil Say, che si è ispirato ad alcuni ricordi ed eventi della sua vita che lo legano a Sivas, Hopa, Ankara e Bodrum, quattro città della Turchia asiatica. Poahadka ("Racconto") di Leoš Janáček risale ai primi anni del Novecento ma col suo intenso lirismo riporta ad atmosfere tardo romantiche. Infine la Sonata op. 40 del 1934 di Dmítrij Šostakóvič, che qui, sotto le minacciose pressioni del regime sovietico, rinunciò alle arditezze della musica delle avanguardie musicali europee di quegli anni e si rivolse a un linguaggio più semplice ed espressivo, facilmente abbordabile da un pubblico più vasto.

Parole chiave

Nell'ambito della

Data di ultima verifica: 21/11/19 12:38