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Data: da 08/03/19 a 09/06/19

Orario

Inaugurazione giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30, sono invitati tutti i possessori della MIC card.
Dall'8 marzo al 9 giugno 2019 nei seguenti orari:

- dall'8 marzo al 31 maggio 2019
da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 - 16.00 l’ingresso è consentito fino alle 15.30
il sabato e la domenica ore 10.00 - 19.00 l’ingresso è consentito fino alle 18.30
chiuso lunedì, 1 maggio

- dall'1 giugno al 9 giugno 2019
da martedì a venerdì e festivi ore 13.00 - 19.00 l’ingresso è consentito fino alle 18.30
il sabato e la domenica ore 10.00 - 19.00 l’ingresso è consentito fino alle 18.30
chiuso lunedì

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Viale Fiorello La Guardia
Zona: Quartiere Pinciano (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

ingresso gratuito alla mostra e al museo

tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

Promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Servizi Museali  Zètema Progetto Cultura

Modalità di partecipazione: Ingresso libero

Contatti

Telefono: 0039 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Email: eventi.aziendali@zetema.it per eventi aziendali privati

Descrizione

Approdano al Museo Bilotti i quadri e le carte di Vincenzo Scolamiero, nella personale intitolata “Della declinante ombra” curata da Gabriele Simongini.
Inaugurazione giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30, sono invitati tutti i possessori della MIC card.

Come fotogrammi di un film pittorico sulla continuità che lega gli esseri in un andamento circolare fatto di connessioni misteriose, sulla fragilità ma anche sulla voglia d’assoluto, approdano al Museo Carlo Bilotti i quadri e le carte di Vincenzo Scolamiero (Sant’Andrea di Conza, 1956, romano d’adozione), nella personale intitolata Della declinante ombra e curata da Gabriele Simongini.

Prendendo spunto dalle forme in divenire e in transito verso il mistero che connotano le opere di Scolamiero, alcune delle quali realizzate per l’occasione, anche la mostra propone un mutamento parziale degli spazi coinvolti. Distesa ed articolata attraverso il primo piano del Museo Bilotti, ovvero nelle tre salette, nella project room e nel corridoio che le collega, la mostra per il primo periodo toccha anche la sala del Ninfeo al piano terra, con il dittico su tela intitolato "Mutevole canto" (2018) ed i quadri del ciclo "Lascia parlare il vento" (2015).

La pittura di Scolamiero è evocativa, raffinata, sinestetica ed è sempre attraversata da un vento malinconicamente inquieto che è prima di tutto soffio e respiro interiore. Come scrive Simongini, nelle sue opere emerge una natura poetica suggerita attraverso piccoli, antieroici resti e reperti in un microcosmo fatto di cose minute, ramoscelli, foglie secche, ciuffi d’erba, ciottoli, giunchi, nidi, i cui equivalenti reali il visitatore attento e paziente potrà trovare nella circostante Villa Borghese, prima o dopo aver visitato la mostra. Ma natura "altra" è quella cercata da Scolamiero, immersa in una dimensione quasi amniotica che spesso diventa umbratile e visionaria.

Non a caso il titolo della mostra e di un ciclo di opere qui presentate, "Della declinante ombra", prende per mano l’osservatore riportandolo sulla via dell’interiorità, dell’illuminazione poetica, in un cammino verso le origini che risale a Rilke, a Celan, a Hölderlin, solo per citare alcuni dei riferimenti lirici di Scolamiero. Come nota ancora il curatore, la "declinante ombra" rimanda a un itinerario in discesa, verso il nulla o verso l’Ade, nel mondo ctonio ("Tutto qui in basso è simbolo e ombra", ammonisce Pessoa col suo tono oracolare), evocando quel percorso che dovrà rifare Euridice dopo essere stata tragicamente guardata da Orfeo, emblema del Poeta.

Da segnalare anche i rossi ruggine o sangue dei suoi quadri recenti (dai cicli "In un giro di vento" e "Come l’aria alla terra legati"), alcuni dei quali realizzati per l’occasione, che portano con sé tracce e memorie dei rossi incandescenti e visionari di Scipione, rendendogli omaggio.

In occasione dell’esposizione è disponibile il catalogo, pubblicato da De Luca Editori d’Arte, che contiene, oltre al saggio del curatore, i testi di Pietro Roccasecca e Raffaella Salato, una poesia di Robertomaria Siena ed un’intervista di Nicola Davide Angerame sul libro d’artista (esposto in mostra) realizzato a quattro mani da Scolamiero e dalla compositrice Silvia Colasanti e tratto dalla sua partitura per Quartetto d’Archi "Ogni cosa
ad ogni cosa ha detto addio", Ed. Piero Varroni-Libri d’Artista.

È in programma l’esecuzione del Quartetto d’Archi insieme all’esposizione dei Libri-opera e dei bozzetti preparatori, in un successivo appuntamento, presso le sale della Galleria Edieuropa - Qui arte contemporanea, a Roma.

Durante la mostra sono previsti appuntamenti laboratoriali per le scuole, workshop ed eventi che coinvolgeranno il pubblico interessato, gli studenti delle scuole e dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

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