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Data: da 20/06/19 a 02/02/20

Orario

dal 20 giugno 2019 al 2 febbraio 2020
Tutti i giorni ore 9.30 - 19.30 (ultimo ingresso 18.45)
Chiuso il 1°gennaio e il  25 dicembre

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Piazza Venezia
Zona: Rione Trevi (Quirinale-Tritone-Barberini) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Modalità di partecipazione: Ingresso gratuito

Contatti

Telefono: +39 06 6783587 (ascensori panoramici del Vittoriano)
Telefono: +39 06 6793598 (Museo Centrale del Risorgimento)
Telefono: +39 06 6793598 (Istituto per la Storia del Risorgimento italiano)

Descrizione

La mostra ha dato il via a un nuovo corso di gestione del monumento.

È stato presentato il 19 giugno 2019 il Nuovo progetto per il Vittoriano. L’apertura della mostra cade in occasione della ricorrenza della proclamazione del tricolore quale bandiera nazionale della Repubblica.

L’esposizione, suddivisa in 7 sezioni, prevede oggetti simbolici, opere d’arte antica e contemporanea, installazioni video e site-specific realizzati da grandi maestri o da giovani artisti emergenti.

Il visitatore avrà la possibilità di viaggiare idealmente lungo la Penisola, attraverso luoghi simbolici e fortemente caratterizzanti l’identità del Paese.

L’allestimento prevede infatti un percorso disegnato in base alle forme di edifici storici e religiosi, presenti in ciascuna regione italiana, fortemente espressivi della nostra storia e della nostra cultura.

Essere e sentirsi italiani è il risultato di un percorso complesso ed entusiasmante, a volte drammatico. La mostra intende illustrare tale percorso, evidenziando come attraverso il senso di unità, solidarietà e comune appartenenza sia possibile superare le sfide più difficili. 7 sezioni tematiche raccontano valori, istituzioni e storie del nostro Paese.

La mostra punta a spiegare cosa voglia dire essere italiani oggi agli italiani stessi e ai turisti. Per farlo si è scelto il piano psicologico, approfondendo dunque il concetto di identità nella triplice accezione di individuale, sociale e nazionale. Con un gruppo di esperti, filosofi del linguaggio e psicologi, guidati da Francesco Ferretti, si è dato così alla mostra il carattere di un percorso, in cui si entra in un modo e si esce necessariamente diversi. Per tradurre i temi — dalla lingua alle istituzioni al lavoro — si è fatto ricorso a una pluralità di strumenti: oltre ai testi, dunque, oggetti simbolo, come la tuta dell’astronauta Samantha Cristoforetti, opere d’arte antica — dalla moneta di Corfinio o al cosiddetto Togato di Petrara — e arte contemporanea: ecco allora lavori di Luigi Ontani, Carla Accardi, Giuseppe Uncini, Alighiero Boetti e Fabrizio Plessi.

La mostra è concepita per essere vissuta su due livelli, quello reale e quello virtuale. Con un’app si può scegliere di farsi prendere per mano da uno scrittore, Eraldo Affinati: e così sentire parlare in prima persona gli oggetti, come nel caso davvero significativo della toga di Rocco Chinnici, come pure un nonno e una nipotina che in un fitto dialogo approfondiscono e spiegano i temi della mostra. Alla fine il pubblico si trova al centro di un’esperienza di alto profilo intellettuale ma che ha l’ambizione anche di essere molto intensa sotto il profilo emotivo e per certi versi sensoriale.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 22/11/19 10:27