060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Data: da 29/11/18 a 01/02/19

Orario

Dal 29 novembre 2018 al 1° febbraio 2019
dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 20:00

Ospitato in

Indirizzo

Indirizzo: Via di San Francesco di Sales, 5
Zona: Rione Trastevere (Gianicolo) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Modalità di partecipazione: Ingresso libero

Contatti

Telefono: +39 060608 (tutti i giorni ore 9.00-19.00) - 06 6876543

Descrizione

DON’T KILL 1938 è un’opera di Fabrizio Dusi sul tema delle leggi razziali del 1938, ideata appositamente per lo spazio della Casa della Memoria e della Storia di Roma, ma è anche il proseguimento di un'altra installazione, realizzata per la Casa della Memoria di Milano più di un anno fa, ora in esposizione permanente.

In entrambi i casi la scritta DON’T KILL è posta sulle vetrate degli edifici, visibile all’esterno in un dialogo costante con il quartiere: un filo rosso per unire idealmente questi due spazi, entrambi dedicati alla memoria e alla storia del Novecento, e le due città.

Per Roma l’artista, Fabrizio Dusi, ha sviluppato il tema delle leggi razziali emesse dal governo Mussolini nel 1938, evocandolo già a partire da un grande arazzo che riproduce la prima pagina di un giornale dell’epoca.

“Il nostro passato deve essere da monito per il nostro presente e non ci deve mai lasciare indifferenti”, afferma l’artista, operando per tenere in vita la memoria di esistenze cancellate, concentrandosi su poche e lapidarie parole che evocano però un grande affresco della condizione umana.

Grazie al suo titolo cubitale, l’arazzo ci ricorda cosa è successo 80 anni fa in Italia e, nel contempo, sottolinea la divisione tra il prima e il dopo. L’opera prosegue infatti con una serie di scritte in ceramica e neon che passano da positive e colorate, simboli di una vita quotidiana normale, a negative e tutte di colore giallo, simboli invece della discriminazione contro la popolazione di religione ebraica e del suo tragico epilogo avvenuto con la Shoah.

La trasposizione delle leggi razziali fasciste del 1938 in una lancinante immagine monumentale esprime un monito, sospeso a mezz'aria, che afferma ed esclude allo stesso tempo diritti quotidiani, offesi dalla discriminazione, scuotendo le coscienze grazie al valore assoluto dell'arte come riscatto di ogni perdita.

Fabrizio Dusi è nato a Sondrio nel 1974. Abita e lavora a Milano.
Collabora con la Galleria Flora Bigai di Pietrasanta e Galleria Melesi di Lecco.
I suoi lavori sono presenti in alcune collezioni d’arte tra cui il MIC di Faenza, Fondazione Golinelli di Bologna, Studio Negri Clementi di Milano, Jorge Perez di Miami USA, Bocconi Art Gallery (presso SDA), Museo dei Lumi della comunità ebraica di Casale Monferrato, Dompè Farmaceutica, YAD VASHEM di Gerusalemme, Museo Gianetti di Saronno (VA).

La mostra, a cura di Chiara Gatti, è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Parole chiave

Data di ultima verifica: 22/11/18 15:43