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Data: da 30/01/20 a 02/02/20

Orario

dal 30 gennaio al 2 febbraio 2020
ore 21.00

Ospitato in

Indirizzi

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman, 1
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
(già lungotevere dei Papareschi)
Ingresso disabili: Via Luigi Pierantoni, 6
Zona: Quartiere Portuense (Roma ovest)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza

Informazioni

Biglietto: € 22,00

Info: www.teatrodiroma.net/doc/1946/info-biglietti

La programmazione potrebbe subire modifiche o annullamenti. Si consiglia di verificare il sito e/o la pagina facebook del teatro.

Modalità di partecipazione: Prenotazione consigliata

Contatti

Descrizione

Vortex

drammaturgia Jean-Luc Beaujault
direzione artistica, coreografia e scenografia Phia Ménard
con Phia Ménard

musiche di Ivan Roussel da Claude Debussy
composizione e diffusione registrazioni audio Ivan Roussel dall’opera di Claude Debussy
direttore di scena e regia vento Pierre Blanchet - creazione e regia luci Alice Ruest
costruzione scenografia Philippe Ragot - costumi e accessori Fabrice Ilia Leroy

Sviluppando un protocollo di ricerca singolare, intorno al concetto di injonglabilité (negazione del gioco di destrezza, della giocoleria), una pratica che flirta con il rigore delle leggi naturali, Phia Ménard gioca con gli elementi invisibili per eccellenza, l’aria e il vento. In questa performance- installazione dalla coreografia suggestiva, l’interprete, circondata da ventilatori che generano un vortice, come in una gabbia con delle belve da domare, ingaggia una lotta-danza con il soffio-gorgo fin quando la plastica entra in scena per danzare con lei la propria partitura su brani musicali di Ivan Roussel. «Sotto quanti strati ci copriamo per apparire al mondo? – riflette Phia Ménard – Chi può rivendicare la propria “anormalità”? Chi si nasconde in noi, assopito, in superficie o nelle profondità dell’essere? Come apparire quello che siamo? Voglio lottare contro una morale della paura e della stigmatizzazione. Pensare l’anormale come qualcosa di diverso dal dolore e dalla sofferenza. Nell’arena di Vortex le regole non esistono, o meglio sono volontariamente false per aprire la nostra percezione al bisogno di affrancarsi dai tabù, con il vento come materia fluttuante, per sfuggire dalla pesantezza e svegliare “l’Alien” che dorme, sepolto sotto un’uniforme in prestito. […] C’è la bellezza, il disgusto, anche la dominazione: sensazioni violente che ci ricordano che siamo vivi. La violenza fa parte di noi, sotterratela e uscirà fuori sempre più forte. È meglio esorcizzarla. Ma se c’è della violenza in Vortex, è catartica». In questo spettacolo metamorfico, al centro di un metaforico “occhio del ciclone”, Phia Ménard doma il vento.

Produzione Compagnia Non Nova in collaborazione con l’Institut Français Italia

Parole chiave

Data di ultima verifica: 22/01/20 11:03