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Roma Capitale
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Tipologia: Parco urbano

Indirizzo

Indirizzo: Via di Monte Caprino
Zona: Rione Campitelli (Foro Romano- Campidoglio-P.Venezia) (Roma centro)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
Altro ingresso: Via del Tempio di Giove

Orario

I giardini di Monte Caprino sono attualmente chiusi per motivi di sicurezza (Marzo 2018)
Sono aperti solo i Giardini Sisto IV (sulla piazza del Campidoglio, guardando la fontana della Dea Roma si trovano sulla sinistra, all'inizio di Via di San Pietro in Carcere)

Descrizione

Cenni storici
In origine il Campidoglio, unito al Quirinale da una striscia di terreno che venne tagliata dall'imperatore Traiano (107-113 d.C.) per la costruzione del suo Foro, si presentava come una collina di banchi di tufo rosso coperti da depositi argillosi, distinta in due sommità, l'Arx e il Capitolium. La prima, a settentrione, dove oggi sorge la chiesa di S. Maria in Aracoeli, veniva denominata Arx per la funzione di «acropoli» cui venne destinata per la sua inaccessibilità. La sommità sud-occidentale, quella dove sorge il Museo dei Conservatori, era denominata Capitolium, perché, secondo la tradizione letteraria, durante lo scavo del tempio di Giove Ottimo Massimo vi fu rinvenuto un teschio umano (caput) di un certo Olus (caput Oli), fatto che venne interpretato dagli indovini etruschi e romani come un presagio della futura grandezza di Roma. Il nome Capitolium venne usato, per estensione, a individuare il colle Capitolino nella sua interezza oppure per indicare il solo tempio dedicato a Giove, Giunone e Minerva.

Secondo un'altra tradizione il nome più antico dell'altura meridionale era quello di Mons Tarpeius. La denominazione trae origine dall'episodio (narrato da Livio) del tradimento della romana Tarpeia e del padre Spurio Tarpeio che avrebbe aperto le porte della rocca agli invasori Sabini durante la guerra romano-sabina. Dopo la tragica fine di Spurio e della figlia (l'uno gettato dalla rocca, l'altra sepolta sotto gli scudi dei vincitori), il nome rimase a indicare l'estremità più meridionale del colle (rupes Tarpeia): la rupe dalla quale venivano gettati traditori e condannati a morte. Una delle questioni irrisolte della topografia del Campidoglio è proprio l'esatta individuazione di questo luogo, che, secondo alcuni studiosi, va ipotizzata in base alle notizie storiche che la indicavano presso i templi di Giove Capitolino e quello di Fides, in quella parte a sud del Capitolium che è crollata durante i secoli. Le esplorazioni archeologiche nella sottostante area sacra dedicata alla Mater Matuta e alla Fortuna (nota come area sacra di S. Omobono) hanno riportato alla luce una gran quantità di materiale crollato dal colle appartenente a vari edifici. Tra questi una testa femminile relativa forse al tempio di Ops, che le fonti storiche collocavano sul Campidoglio, una statua di Aristogitone, copia del celebre gruppo dei Tirannicidi esposto in Atene, un blocco di muratura in opera cementizia del podio del tempio di Fides (divinità garante dei trattati) e numerosi blocchi di travertino con dediche in greco e in latino a Giove Ottimo Massimo, relativi a doni offerti dagli ambasciatori di vari popoli d'Oriente dal II sec. a.C. in poi. Secondo altri studiosi, la rupe Tarpea sarebbe da individuare nella parte nord-orientale al di sopra del Carcere Tullianum.

L' Area archeologica di Monte Caprino, si trova tra Via di Monte Caprino, va da Piazza della Consolazione a Via del Teatro Marcello e al Vico Jugario, fa parte del Rione X Campitelli. Il nome Monte Caprino, risale al Medioevo, facendo riferimento alla zona del Campidoglio dove pascolavano capre e pecore. In questa zona c'è una area archeologica chiamata: area archeologica di Monte Caprino. Gli archi di questa struttura erano di un antico porticato, che apparteneva agli impianti commerciali del mercato degli erbaggi dell'antica Roma: il Foro Olitorio che era presso il Vicus Jugarius  e la Via della Consolazione.

Percorrendo la scalinata è possibile notare all’interno del parco ad essa adiacente, il monumento bronzeo in onore di Cola di Rienzo realizzato da Gaetano Masini, posizionato su un basamento costituito da diversi elementi epigrafici e scultorei opera, invece, di Francesco Azzurri: la pubblica apertura del giardino si ebbe il 20 settembre del 1887.

Una porzione di rupe capitolina è caratterizzata dalla presenza di grottoni scavati nella roccia ai cui lati emergono ancora muri in laterizio originari di vecchie costruzioni demolite negli anni Trenta.

Data di ultima verifica: 08/03/18 12:08