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Tipologia: Ville e aree archeologiche

Indirizzo

Indirizzo: Via Riserva Campetti
Zona: Isola Farnese (Roma nord)
Atac
Inserire l'indirizzo di partenza
presso località Isola Farnese

Contatti

Telefono: +39 06 30890116 - +39 0669994251 - 211 - 342
Fax: +39 06 90154548
Sito web: http://www.polomusealelazio.beniculturali.it/index.php?it/607/area-archeologica-di-veio-santuario-etrusco-dellapollo

Orario

Sabato: 8.30-13.30
Chiusura: 1 gennaio, 25 dicembre salvo aperture straordinarie su progetto MiBACT

 

Informazioni

Intero: € 4,00
Ridotto: € 2,00

Agevolazioni previste dal regolamento di ingresso ai luoghi della cultura italiani, consultabili nel sito web del MiBAC.

E' possibile scaricare gratuitamente l'applicazione APPasseggio dagli store APP STORE E GOOGLE PLAY per farsi guidare nella passeggiata "Le dimore degli Dei: Veio e i templi degli Etruschi"

Descrizione

L’antica città etrusca di Veio sorgeva su un altopiano di forma triangolare, cui si raccordava nel lato sull’acropoli di Piazza d’Armi, lambito da due fiumi, il Fosso della Mola e il Cremera, affluente del Tevere. Nuclei abitativi costituiti da capanne sono presenti sul pianoro già nell’età del Bronzo e in epoca villanoviana (inizi IX secolo a.C.). In seguito al crescente sviluppo economico, dovuto al controllo del basso corso del Tevere e allo sfruttamento delle saline sulla riva destra del fiume, come testimoniato dai ritrovamenti di ceramiche di importazione greche, che documentano anche gli intensi traffici di Veio con i commercianti greci, la città si trasforma da un abitato di capanne a un centro urbano con una cinta muraria costituita da blocchi di tufo e un poderoso aggere (bastionedi terra con fossato antistante) e con case costruite in muratura (VII-VIsecolo a.C.). La vicinanza con Roma (appena 17 chilometri) portò Veio ad un inevitabile scontro per il controllo del territorio, concluso con la conquista definitiva  della città da parte di FurioCamillo nel 396 a.C. Il territorio fu quindi annesso allo stato romano, ed organizzato con una serie di piccole fattorie e ville rustiche. Dopo un periodo di abbandono, sotto Cesare fu creata una colonia, trasformata da Augusto in municipio con imponenti edifici.
In seguito però il territorio veiente funuovamente abbandonato, forse già dal II secolo d.C., fino all’epoca medievale, quando nascerà il borgo di Isola Farnese. Intorno alla città si trovano numerose necropoli, con tombe a tumulo e a camera che hanno restituito importanti corredi funerari; tra queste vanno ricordate la tomba delle Anatre, che costituisce la più antica tomba etrusca con pitture parietali (secondo quarto VII secolo a.C.) e la tomba Campana (fine VII secolo a.C.), decorata con animali e motivi vegetali  e con figure di cavalieri accompagnati da personaggi a piedi o animali fantastici.

Il santuario di Portonaccio  E’ il più importante santuariodella città, situato al di fuori del nucleo urbano e dedicato alla dea Menerva. Il ritrovamento della famosa statua di terracotta, posta sulla sommità del tetto del tempio e raffigurante Apollo (ora conservata a Villa Giulia), ha erroneamente fatto attribuire il santuario ad Apollo. 
Il complesso, recintato da un muro di confine (temenos) si compone di un tempio con una piscina annessa utilizzata per scopirituali, e di una piazza, dove venivano probabilmente collocati gli ex-voto offerti dai fedeli, con una larga piattaforma quadrangolare al centro della quale era un altare quadrato. Il tempio era a tre celle o a cella unica con colonnati laterali, e presentava una ricca decorazione in terracotta composta da lastre di rivestimento, antefisse con teste di Gorgoni e di menadi, e da statue acroteriali poste sulla sommità del tetto, tra cui quella di Apollo. Ladecorazione è databile alla fine del VI secolo a.C., ed è attribuita alla bottega di Vulca, artista etrusco autore anche della decorazione del tempio di Giove Capitolino sul Campidoglio al tempo di Tarquinio il Superbo (509 a.C.). L’altro importante santuario di Veio è quello di Campetti, dedicato alla divinità infera Veii, eponima della città, da identificare forse con Demetra.

Ponte Sodo: Si tratta di una galleria lunga circa 70 metri, scavata per favorire il deflusso del fiume Cremera durante le piene, sulla cui volta erano praticati dei pozzi per attingere l’acqua dall’alto. La sua datazione appare incerta, tra il periodo etrusco (VI secolo a.C.) e quello posteriore alla conquista romana.

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Data di ultima verifica: 15/10/19 10:38