060608


Roma Capitale
Zètema Progetto Cultura
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Date: from 2019-09-03 to 2019-10-13

Opening times

Dal 3 settembre al 13 ottobre 2019 

Held in

Addresses

Address: Via Francesco Crispi, 24
Zone: Rione Campo Marzio (P.Spagna-P.Popolo-Pincio) (Roma centro)
Atac
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Disabled access: Via Zucchelli, 7
Zone: Rione Colonna (Pantheon-Montecitorio-Barberini) (Roma centro)
Atac
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E’ necessario richiedere l’apertura dell’accesso disabili, citofonando in via Crispi, 24 oppure telefonando ai numeri della Galleria: 06 4742848; 06 4742909

Information

Intero: € 7,50 - ridotto: € 6,50

Per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) :
intero: € 6,50 - ridotto: € 5,50
Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell'area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese

Gratuità e riduzioni
La MIC card è acquistabile nei musei e online all’indirizzo miccard.museiincomuneroma.it
Convenzioni

Tel. 060608 (tutti i giorni 9.00-19.00)

Contacts

Description

Ricomposta e riallestita dopo molti decenni appositamente per questa occasione, l’installazione di Mirella Bentivoglio Lapide a Hravat è composta da un libro in marmo e varie cravatte in plexiglas e pietra.

L'installazione chiude il ciclo Omaggi alle artiste che ha impreziosito la mostra Donne.Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione (in corso fino al 10 novembre 2019) attraverso le opere di cinque artiste: Marina Abramović, Carla Accardi, Mirella Bentivoglio, Maria Lai e Titina Maselli. Le cinque opere sono state un'occasione unica per riflettere su alcune delle più eccezionali protagoniste dell'arte "al femminile" del Novecento e sulle differenti modalità di intendere il proprio impegno nell'ambito artistico e pubblico.

Per comprendere il significato di quest’ultimo omaggio occorre ricordare che Mirella Bentivoglio inizia il proprio percorso artistico come poetessa e che, nella seconda metà degli anni Sessanta, constatando l’insufficienza del linguaggio verbale, inizia a giocare con i suoi elementi basilari, isolando dalla frase parole, sillabe e singole lettere, presentate semplicemente nella loro immagine iconica o replicate e combinate variamente, insieme con immagini e oggetti reali. È una poetica volta a rintracciare nell’astrazione del linguaggio la radice materica, concreta, primaria, secondo un’attitudine squisitamente femminile a preferire al dato logico-formale quello esperienziale.

Tra i principali simboli utilizzati dalla Bentivoglio vi sono l’uovo, l’albero e il libro. Negli anni Settanta compaiono i primi volumi in pietra, simboli potenti e archetipici della dimensione intellettuale e della cultura, con molteplici riferimenti alla pietra tombale, ai laterizi usati nelle costruzioni, alle tavole della Legge della tradizione ebraico-cristiana.

Lapide a Hravat gioca sull’ambiguità di significato e lo slittamento di senso: allude all’etimologia della parola croata hravat, che significa “strozzare”, e all’uso che i soldati croati facevano di un fazzoletto portato al collo come strumento di morte. La cravatta rimanda inoltre in modo sinistro al linguaggio mafioso e gergale, in cui “mettere la cravatta” e “fare la cravatta” si riferiscono alla pratica dell’usura. Parallelamente, però, la cravatta è anche simbolo di rispettabilità ed eleganza nell’abbigliamento contemporaneo dell’uomo occidentale.

Particolarmente accattivante risulta la scelta dei materiali: Bentivoglio ha selezionato marmi di diversa trama e colore, provenienti dall’Europa e da altri continenti, ora lisci ora grumosi, ora omogenei ora striati. Il sapiente utilizzo delle pietre naturali e del plexiglas, unito all’ingegnosa rifrazione dei significati, rende Lapide a Hravat un dispositivo semantico complesso, una sofisticata metafora dove morte e sopraffazione si combinano in modo suggestivo e straniante con il ruolo vitale e costruttivo della cultura.

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